IIl 20 Febbraio 2025 ho avuto il piacere di partecipare al Festival AI al Holtel Hilton sul lago di Como organizzato da Ated-Associazione Ticinese Evoluzione Digitale, che capitanato da Luca Mauriello ha dato vita a un evento ricco di discussioni stimolanti e approfondimenti sull’intelligenza artificiale, con speakers nazionali e internazionali di rilievo.
Etica e diritti
Un tema ricorrente è stato l’importanza dell’etica nell’AI. La domanda su chi sarà responsabile per le decisioni prese dall’AI – sviluppatori, architetti o utenti – è ancora aperta. È chiaro che la legislazione futura dovrà affrontare questi aspetti complessi.
Sono d’accordo con Crenguta Leaua (professoressa di diritto) che in questo ramo bisogna pensare all’ipotesi della legislazione futura e alla responsabilità di quello che creiamo!
L’AI può essere creativa, ma manca dell’esperienza personale e delle emozioni che guidano la creatività umana. Questo solleva domande su come possiamo integrare l’AI nei processi creativi senza perdere il tocco umano.
La scelta degli algoritmi e delle decisioni prese dall’AI può variare notevolmente in base alla cultura dei paesi. Questo evidenzia la necessità di considerare i riflessi sociali e culturali nelle applicazioni dell’AI. 🌍
Andrea Gaggioli Psicologo digitale si ponneva diverse domande sulla creatività dell’AI analizzando cos’è e analizzando i vari modi di utilizzare AI (separazione, in sinergia o in simbiosi)
infine Guido Callegari (art Director – Runway) che ha dato la propria esperienza nel raccontare storie tramite Ai, dando il suo approccio artistico nel creare contenuti e sottolineando che al giorno d’oggi con la potenza dei tool i contenuti diventano liquidi e non c’è più necessità di avere un set ma da un frame è possibile sviluppare un film senza limite ma è necessario avere sicuramente una buona base di creatività umana …. Cosa vogliamo raccontare con AI? questa la domanda che Guido pone al parterre
AI BAD vs AI GOOD
Giorgio Sbaraglia quando dice che l’AI non può essere ignorata, non è neutrale e può essere non etica, colpisce nel segno. L’AI sta diventando un fattore cruciale nella cybersecurity, sia come strumento di difesa che come potenziale minaccia. La crescita del cybercrime e l’emergere di AI malevole come WormGPT e EvilGPT sono preoccupazioni reali che richiedono attenzione e azione. 🔒💻
è anche vero che AI può essere utilizzata a fin di bene per testare attacchi ed esercitazioni di phishing o ad analizzare il comportamento umano o prevenire il Data Loss Prevention (DLP).
Vedi Microsoft Copilot for Security https://systematika.it/microsoft-copilot-for-security-la-rivoluzione-nella-cybersecurity/
USE CASES
Molti gli interventi di coloro che usano AI nella vita di tutti i giorni per lavoro, immagini, video, passaporti digitali dei prodotti (blockchain legata all’AI)
L’AI ha il potenziale di trasformare il modo in cui raccontiamo storie, rendendo i contenuti più accessibili e potenti. Tuttavia, è fondamentale mantenere l’elemento umano per evitare che le storie diventino piatte e prive di emozioni. 📚✨ Silvio Giordano racconta le origini dell’AI nella filmografia e anime (o meglio conosciuti per la mia classe cartoni animati) cita WAR GAMES, COLOSSUS, Matrix, EiHer, io e caterina di Alberto Sordi, DOREMON, ASTROBOY rivendica la sua coscienza e il suo diritto di essere androide.
Incrociando Silvio in un rapido saluto ho ricordato Automan l’ologramma della serie tv anni ’80 ’90 che riproduce una prima forma di Intelligenza Artificiale.
AI rende la storia piatta perché fa tutto lei, siamo noi che possiamo dare un approccio più umano e personale.
Debora Hirsch artista che ha fuso l’arte con l’Intelligenza Artificiale e la blockchain creando un suo progetto senza termine che aiuterà la conoscenza di speci di piante indigene e non che si sono perse in un archivio che sta alimentando con migliaia di immagini che vengono elaborate e salvate aiutando a preservare almeno virtualmente la biodiversità e la relazione tra la società e la natura.
Elettra Fiumi (Ai Filemaker) che con l’aiuto dell’AI ha reinventato il suo modo di produrre e montare di documentari diventando una filemaker di Intelligenza Artificiale, ha spiegato i benefici nell’apploicare AI nel pre, post e produzione
Giovanni Alberto Sala interessantissimo progetto per i prodotti tradizionali (esempio crema) che vengono tracciati con passaporto digitale e dal prodotto fisico grazie alla tecnologia NFC si può interagire direttamente con il customer care, e-commerce, marketing
Giampaolo Paravvicini di HP ha raccontato come i propri prodotti riescono ad adattarsi grazie all’aiuto dell’AI a persone, luoghi e Piattaforme per ottimizzaree automatizzare il lavoro anche da casa sul divano con strumenti protetti da cybersecurity “amplificando” l’intelligenza umana.
Conclusione dell’evento con il panel degli sponsor guidato egregiamente da Francesco Marino (direttore di Digitalic), seguito su Digitalic e partecipando a diversi eventi in questi anni
E …. quindi ???
Questi sono solo alcuni dei tanti spunti emersi durante il festival. È stato un evento incredibilmente “arricchente” (esisterà come termine? boh! Copilot lo ha scritto… mah teniamolo 😁) .
Comunque è chiaro AI non è solo “fuffologia” (cit.Giulio Deangeli), “prodotti” e “tecnicismi”, c’è molto di più: etica, opportunità, pericoli, sicurezza, diritti e copyright e leggi ancora da definire.
Ha spiegato AI Generativa e il Machine Learning con semplici esempi dove il mondo reale è zeppo di dati incasinati, mentre nel Machine Learning vengono chiesti dati tabulari. Ecco, ora è possibile coinvolgere qualsiasi tipo di dato e utilizzare social, app e chat bot. Interessantissimo! 📖
L’avvocato Laura Turini ha cercato di chiarire l’attuale posizione del copyright sull’AI, documentare ogni passaggio umano renderebbe dimostrabile la creatività la prevalenza dell’apporto umano e quindi potrebbe essere protetta in toto ma manca una giurisdizione solida.
Si sono sollevate molte domande senza risposta ma tutti i presenti sembravano d’accordo: abbracciare l’AI oggi per avere un vantaggio competitivo nell’immediato futuro 😉
Un po’ di dati
Peccato che la maggioranza delle aziende che stanno sviluppando progetti AI sono principalmente le grandi (61%) mentre Medie e Piccole aziende (che fanno parte della maggioranza delle aziende italiane) sono molto indietro, tant’è che secondo i dati presentati da Manuela Balli (Metaverse Marketing Lab Director del Politecnico di Milano), il 76% delle Medie e il 88% delle Piccole Aziende non stanno sviluppando progetti AI. Manuela mi ha colpito per la sua identificazione dell’AI in tre macro elementi (Tecnologia, Etica e Cuore) oltre ai numeri molto interessanti mostrati sull’utilizzo dell’AI e sulla formazione e le iscrizioni alle università italiane nel campo informatico.
Da dove partire
Governance e istruzione i “must” da colmare su chi vuole iniziare il viaggio sull’AI.
Interessante opportunità per i nostri partner che sono già attivi sulla materia o che stiamo formando in vostro supporto.
Leonardo Marazzi BlueIt sottolinea l’importanza nella velocità di introduzione dell’AI nelle aziende che per esperienza chiedono :
– Quanto costa?
– Dove mi serve e mi porta valore?
– Come lo faccio?
Ma come dice Stefano Zingoni (copiright è suo 😊) se desiderate approcciarvi all’AI, sappiate che AI non risolve tutti problemi, dimenticatevi la lampada magica di Aladino!!!



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